Il social network di Jack Dorsey ha ammesso un problema (che dice di aver ora risolto) che ha portato a raccogliere e condividere informazioni sugli utenti

Dati personali degli utenti utilizzati a scopi pubblicitari, senza consenso e nonostante fossero stati attivati i sistemi per evitarlo. Anche Twitter scivola sulla privacy. Ad ammetterlo la stessa società di Jack Dorsey, che ha anche dichiarato che all’errore è stato posto rimedio e che sono in corso indagini per stabilire quante persone siano state colpite, consigliando agli utenti di verificare i propri dati d’impostazione dell’account.

Indagini in corso. “Abbiamo risolto questi problemi il 5 agosto 2019 – fa sapere il social – sappiamo che vorrai sapere se sei stato colpito personalmente e quante persone in totale sono state coinvolte. Stiamo ancora conducendo le nostre indagini per determinare chi potrebbe essere stato colpito e se scopriamo ulteriori informazioni utili, le condivideremo. Ci dispiace che questo sia successo e stiamo prendendo provvedimenti per assicurarci di non commettere di nuovo un errore come questo”.

Gli obblighi del GDPR

I problemi sono sorti dopo l’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) in Europa a maggio 2018. Il GDPR vincola le piattaforme di social media e i siti Web a garantire che abbiano il consenso esplicito dell’utente a raccogliere dati personali a fini pubblicitari o per conto di imprese terze. Obbliga anche le aziende che sono state vittime di una perdita di dati personali ad avvisare le autorità competenti del paese in cui si trova la loro sede europea, in questo caso l’Irlanda, entro 48 ore dalla loro scoperta, e le persone interessate il più presto possibile.

Twitter Privacy

I due casi, nel dettaglio

Il problema ha riguardato due casi, uno ha coinvolto gli utenti che dal maggio 2018 hanno cliccato o visualizzato pubblicità per applicazione Mobile e poi hanno interagito. Nel secondo caso è stata mostrata pubblicità “sulla base di inferenze legate al dispositivo in uso, anche se non era stato dato il permesso per farlo”. Twitter si è scusato e ha precisato che sta “lavorando per garantire che non siano più fatti errori del genere”.

Che fare?

“Che cosa dovete fare? Oltre a controllare le tue impostazioni, non crediamo che ci sia qualcosa che tu debba fare” spiega il social network. Twitter ha anche fornito un collegamento a un modulo che consente agli utenti di contattare l’ufficio di protezione dei dati per ulteriori informazioni.