La chiave perché la tua presenza sui social media diventi una reale risorsa di business e ti faccia dormire sonni tranquilli, è conoscere il proprio consumatore nel profondo.

Non pensate solo a mere caratteristiche di un audience da puntare e da raggiungere. La svolta verso il successo sta nell’entrare in più possibile in simbiosi con una nicchia, una community che rispecchia il tuo potenziale cliente.

Parla con i tuoi utenti, rispondi alle domande e ai commenti, interagisci con loro e dialoga, chiedi loro pareri.

Spesso i social media manager falliscono perché pensano di doversi rivolgere a tutti, a pubblici troppo ampi e quindi non riescono a sviluppare un messaggio mirato per i singoli interessati. Ci si riduce a post promozionali, tradizionali, ad un piano editoriale piatto e privo di leve di interesse e coinvolgimento della community. Niente di più sbagliato: meglio pochi, ma buoni, che una moltitudine passiva. Se questi pochi si sentiranno coinvolti, saranno loro ad attrarre altri simili e a rafforzare l’appartenenza ad una vera e propria comunità attorno al tuo marchio o azienda.

Il 74% delle grandi aziende e il 40% delle piccole imprese hanno ora creato community online: in passato, le aziende si affidavano ai social media manager per creare contenuti e favorire lo sviluppo della community, ma più recentemente questi compiti si sono specializzati. Ad oggi, la maggior parte dei social media manager si concentra sui contenuti, mentre i community manager promuovono il coinvolgimento del pubblico.

Un social media manager è responsabile della voce del marchio su tutti i profili social dell’azienda. Fornisce notizie su piattaforme diverse, come il rilascio di prodotti, servizi e funzionalità. Inoltre, crea contenuti per promuovere i prodotti del marchio e attirare nuovi clienti.

Le responsabilità di un community manager, invece, includono: aumentare il coinvolgimento tra gli utenti attraverso discussioni, collegamento di nuovi utenti con risorse per aiutarli a essere coinvolti nei gruppi e risposta alle domande degli utenti per aiutarli a risolvere i problemi.

Dimentica il perfezionismo

Ad un certo punto bisogna farsene una ragione: i tuoi post non saranno mai perfetti e la tua ‘to do list’ non sarà mai sempre completata a fine giornata. Impara a dirti più spesso: va bene così.

Non significa accontentarsi, ma essere pratici e realistici, senza perdersi in inutili ricerche di perfezionismo per un singolo post che andrà su Instagram o per un video che dovrà essere solo 60 secondi. L’estremo perfezionismo può dare origine a indecisioni o a schemi comportamentali troppo rigidi e dal controllo eccessivo, che potrebbero favorire o sfociare in depressione.

La cura e l’attenzione al dettaglio sono una buona norma, ma l’eccesso di perfezionismo può essere un ostacolo all’efficienza del tuo lavoro.

Sii il primo sostenitore di te stesso

Tutti i lavori hanno i loro periodi di maggior stress e impegno, ma sentirsi sempre con il fiato alla gola non fa bene a nessuno. Spesso ad un social media manager viene richiesto di essere un creativo, un copywriter, un analista, un grafico o video maker ed è facile farsi prendere dal panico.

Se svolgi tante attività, riconoscilo, datti la cosiddetta pacca sulla spalla e sii positivo. Se invece lavori in un team, non sentirti intimorito dal comunicare la lista di compiti che svolgi. Anzi tienine traccia e al bisogno fatti sentire. Sei tu a dover essere il primo sostenitore del tuo lavoro per farlo percepire nel modo più corretto agli altri. Non dimenticarlo.