Quando si parla di content strategy, nessuno può più sfuggire alla parola localizzazione. Che sia un contenuto su una landing page, o una mail, tutti i brand ricercano una personalizzazione sempre maggiore e molti più consumatori richiedono una scelta di prodotti o immagini sempre più studiata ad hoc.

Strano pensare come negli anni passati il trend fosse quello di uniformare e globalizzare. Ogni brand studiava delle strategie univoche per area geografica per creare un’immagine forte e condivisa in ogni parte del mondo. Il risultato di una strategia globale è stato quello di rendere tutto molto più impersonale; un consumatore non poteva sentire che un brand si stesse rivolgendo proprio a lui, che facesse delle proposte basate anche su suoi bisogni e preferenze.

La differenza tra una strategia di contenuti globalizzata e localizzata è che la seconda ha il vantaggio di conoscere meglio i suoi consumatori e percepire i suoi bisogni.

 

Una content strategy localizzata permette invece di cogliere la diversa percezione di un brand o di un prodotto in un determinato luogo e cultura, creando strumenti che accompagnino l’idea di un consumatore e la rafforzino.

La geolocalizzazione è insomma un fattore di successo determinante sul mercato, perché permette di accedere a un maggior numero di informazioni, rendendo i propri contenuti più rilevanti per ogni singolo consumatore.

Ma cosa vuol dire localizzare un contenuto?

Per capire meglio il termine localizzazione è necessario partire da una definizione.

Si definisce localizzazione, il processo di adattamento di un contenuto all’area geografica in cui si trova il consumatore.
Questa è solo la regola generale, in realtà dalla sola aerea geografica possono partire diversi approfondimenti da applicare alla propria content strategy.

La localizzazione può essere infatti basata sui dati condivisi durante la registrazione ad un programma di loyalty, che fornisce ad un brand informazioni su gusti e area geografica. Può essere anche istantanea, basata sulla posizione del momento, creando dei contenuti dinamici.

Vediamo degli esempi che ci aiutino a capire meglio le diverse sfaccettature della parola “localizzazione”.

Geo Targeting email

La forma di localizzazione principale per iniziare. Il processo con cui vengono inviate newsletter di questo tipo è lo stesso utilizzato per mandare email ad un target specifico.

Si analizzano le informazioni fornite dai consumatori basate sul luogo in cui si trovano e si mandano suggerimenti o si selezionano contenuti strettamente correlati.

Una strategia di Geo Targeting è il primo passo per far crescere il proprio database; una volta arricchito, possono essere inserite altre informazioni, ad esempio dati demografici, che ti aiuteranno a migliorare sempre di più la tua proposta.

Meteo e conversion

Utilizzato soprattutto per mobile, anche il tempo metereologico può essere un fattore determinante per incrementare conversion e vendite dei tuoi prodotti.

Un modo smart per utilizzare questo tipo di localizzazione è quello di utilizzare dei contenuti dinamici basati sulle condizioni meteorologiche di un determinato luogo al momento di invio della mail o della pubblicazione sul sito web.

Questo trigger è basato sul creare urgenza in un consumatore puntando sull’acquisto d’impulso, nato ad esempio della mancanza di un prodotti “indispensabile” con quel particolare meteo in una location precisa.

Localizzazione e stock in store

Poniamo il caso di aver appena cercato un abito che vorremmo assolutamente comprare. Siamo in una via affollata del centro e ci arriva un messaggio; il brand ci comunica che nel negozio a 500 metri da noi si trova esattamente il vestito che desideriamo, ma attenzione! La nostra taglia è quasi esaurita. Quale sarà la nostra reazione?

I contenuti dinamici lavorano anche sulla localizzazione degli store e sul inviare trigger email incrociando le ricerche effettuate su un determinato sito, con il luogo in cui ci troviamo e lo stock disponibile a magazzino.
Di sicuro l’intelligenza artificiale è uno strumento molto importante per lavorare su questi tipi di dati, senza dimenticare l’aspetto privacy.

In conclusione tutti gli strumenti e le possibilità di localizzazione si basano su tre fattori: scarsità, impulso e urgenza. Sono pensieri innati che vanno però stimolati.

Una strategia di content localizzato efficace non ha solo una risposta a questi stimoli ma ha prima il necessario compito di creare, attraverso immagini e copy, i bisogni dei consumatori.