Era il 1994 quando un inconsapevole universitario, Justin Hall creò il suo primo sito web personale Links.net , per scrivere post in ordine anti-cronologico sui propri pensieri e le proprie opinioni. Quel “caro diario” negli anni si è trasformato, diventando un vero e proprio fenomeno culturale, che conta oggi, dopo 25 anni, oltre 500 milioni di presenze in rete. Viviamo proprio in un mondo affollato!

Ha senso, quindi, aprire un blog nel 2019?

Dipende. Da te.

Storia ed evoluzione di un fenomeno culturale

Potresti fare davvero a meno di questo paragrafo e passare ai successivi senza voltarti indietro, ma se anche tu, come me, hai vissuto la nascita del caro diario, probabilmente avrai piacere a fare un tuffo nel passato e scoprire qualche curiosità divertente.

1994 – Il già citato Justin Hall crea Links.net, un sito web personale dove dare “sfogo” ai propri pensieri e raccontare della propria vita. Il sito è estremamente semplice: testo, link e qualche foto.

1997 – Jorn Barger, un nerd della rete, conia il termine “weblog” (diario in rete) fino a quel momento si era parlato di “pagine personali” o “diari online”. Il termine attuale sarà invece coniato negli anni successivi da Peter Merholz.

1998-2001 – Nascono le prime piattaforme come Open Diary, Live Journal, Xanga, Blogger (successivamente acquistata da Google), che permettono anche di commentare i post. Inoltre è anche l’anno degli RSS, la prima versione viene rilasciata per l’uso su My.Netscape.com. Nel 2000 appaiono anche i primi video che accompagnano il testo e il primo vlog.


La fine degli anni Novanta
, vede anche un’evoluzione del blog in termini di utilizzo, si comincia a concepirlo più seriamente come business con possibilità di monetizzare. Molti blogger, che prima approcciavano al mezzo come hobby, lo trasformano in un vero e proprio lavoro.

2002 – Una blogger, Heather B. Armstrong viene licenziata dalla sua azienda per aver scritto dei suoi colleghi sul suo sito personale dooce.com. Si iniziano a sollevare le questioni su privacy e libertà di espressione. Nello stesso anno viene lanciata Blogads, una piattaforma per connettere advertiser e publisher. Meno di un anno dopo nasce anche Google AdSense, la piattaforma più utilizzata per monetizzare, seguita dall’affiliate marketing.

2003 – Nasce WordPress e inizia il live blogging, molto utilizzato per eventi sportivi e politica. Quest’ultima in particolare vede una schiera di “cyberjournalist” animare siti politici. Il confine tra blog e stampa tradizionale inizia a farsi meno netto. Nel 2003 nasce anche MySpace.

2004 – L’anno dei videoblog. Steve Garfield è il primo video blogger dichiarato. YouTube verrà lanciato nel 2005, ma all’inizio era una piattaforma per appuntamenti (sì…è incredibile!). Microsoft lancia MSN Spaces (avevi anche tu una pagina?).

2005 – Nasce Huffington post. Un blog o un giornale?

2006-2007 – Nasco Twitter e Tumblr per il microblogging. I testi si fanno sempre più corti. Nel 2007 Tim O’Reilly propone il codice di condotta per blogger a seguito di commenti minacciosi ricevuti da una sua amica.

2010 – Nasce Quora.

2012 – Nasce Medium.

2014 – LinkedIn permette di creare veri e propri guest post.

2016 – WordPress lancia il dominio .blog

Perché aprire un blog?

Una storia così movimentata e importante, dovrebbe già farti capire le radici culturali e sociali del blog, oltre che la sua solidità, libertà e adattamento al tempo. Perché aprire un blog nel 2019?

Il blog è tuo. Molti hanno abbandonato il blog per raccontarsi e dedicarsi completamente ai social network. C’è chi se ne è pentito. Nei social network sei un ospite e i proprietari dettano le regole e cambiano gli algoritmi a scapito dei contenuti organici. Essere visibili diventa sempre più difficile e costoso. Nel blog il dominio è tuo ed è vero che rispondi a Google e la SEO è complicata, ma hai una maggiore libertà di espressione e sperimentazione per sfidare i rank e catturare i contatti.

Trasversale e flessibile. Il blog è adattabile a ogni business, sia a livello individuale per accrescere il personal branding, che all’interno di un sito corporate o un eCommerce. Inoltre è uno strumento trasversale per far rimbalzare sui social o altre piattaforme i contenuti, aumentando visibilità e contatti.

Fiducia e reputazione. Il blog genera community di lettori e appassionati, permette di raccontare storie, instaurare relazioni di fiducia e aumentare la tua reputazione e quella del tuo brand. Il contenuto di qualità è considerato il primo fattore di successo tra i blogger.

Traffico e visibilità. Posizionarsi tra i primi su Google non è per niente semplice, ma i contenuti sono fondamentali per farlo. Il blog, sia all’interno del sito web che al di fuori, aumenta l’autorità agli occhi di Google e le posizioni nella SERP, senza dover alimentare sempre il traffico con Ads. Inoltre, in un approccio omnichannel aumentano i touchpoint per i consumatori.
Monetizzare. Pensiamo a persone che grazie al blog hanno avuto un successo professionale come Neil Patel o aziende che hanno aumentato introiti con il traffico dei contenuti, come Hubspot. Anche Ninja è nato blog (Ninja Marketing). Nasce nel 2004 e negli anni oltre a posizionarsi come Top Blog in Marketing e comunicazione ha dato vita a Ninja Academy. Il blog è un business.

Il blog forma i comunicatori. Per avere successo, alla base sono necessari contenuti di qualità, strategia, conoscenza dell’audience, doti relazionali. Il blog è un banco di prova.
Differenziarsi. Il blog è il tuo regno! Qui puoi creare il tuo stile grafico, testuale, l’esperienza utente e puoi differenziarti totalmente dagli altri.

Ha senso aprire un blog nel 2019, ha meno senso farlo senza uno scopo, dargli un’importanza relativa considerandolo un hobby saltuario, aspettarsi di monetizzare in tre mesi, lasciare il lavoro dopo sei, una vita in vacanza dopo un anno. Il blog è altro, è pazienza e costanza, è fiducia verso le proprie capacità, è relazione con i propri contatti, è conoscersi e sperimentarsi. Il blog è roba da veri duri!