Spotify è al lavoro su su una nuova funzione. Si chiama Tastebuds e consentirebbe agli utenti di scoprire le canzoni più ascoltate dai propri amici, che possono essere aggiunte direttamente alla propria libreria. “Ora puoi scoprire delle nuove canzoni tramite gli amici di cui ti fidi” si legge nella sezione del sito dedicata alla nuova funzione. Come riporta TechCrunch, quando la nuova funzione approderà ufficialmente sull’app basterà cliccare sull’icona a forma di penna per scoprire le preferenze musicali dei tuoi amici.

Che cos’è Tastebuds

Tastebuds è progettato per consentire agli utenti di esplorare i profili dei gusti musicali degli amici. Si può accedere da a una landing page (ancora non operativa), la cui funzione si spiega da sé, appunto, con il testo che indica “Cosa sono i Tastebuds? Ora puoi scoprire la musica attraverso i tuoi amici”.

La strategia

Musica social. La premessa è più o meno questa: la musica è una roba intrinsecamente social, ma Spotify non ha un vero e proprio sistema per far sì che gli utenti della piattaforma comunichino tra loro. O meglio, per strategia aziendale, la compagnia svedese ha sempre preferito puntare sulle playlist anziché sulla rete strettamente social. Ora, però, potrebbe essere questa la direzione. Insomma, con la strategia della playlist che ha funzionato, ora Spotify sembra pronta a rinunciare a un maggiore controllo sulle scoperte e a consentire agli utenti di essere più ispirati da ciò che gli amici ascoltano.

Le altre novità per il 2020

Spotify ha annunciato anche dal 2020 sospenderà la trasmissione di spot politici. Il cambiamento, annunciato dalla stessa società il 27 dicembre, riguarderà solo gli Stati Uniti perché quello americano è l’unico mercato in cui vengono venduti annunci politici. Stando a quando comunicato da un portavoce di Spotify a CNN Business, la decisione di sospendere la vendita di spazi pubblicitari alla politica è stata presa dopo aver preso coscienza dell’incapacità della società di “convalidare responsabilmente gli annunci politici”. Nel dettaglio la compagnia di Daniel Ek ha spiegato questo.  “Non abbiamo capacità per verificare responsabilmente i contenuti. A questo punto non abbiamo il livello necessario di processi e strumenti per verificare in modo responsabile i contenuti. Rivedremo la nostra decisione alla luce dell’evoluzione delle nostre capacità”.

Le altre Big Tech

Spotify non è l’unica azienda ad aver preso questa decisione; diverse piattaforme hanno rivisto le loro politiche dopo quanto accaduto nel corso delle scorse campagne elettorali, come le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Twitter, lo scorso ottobre, ha messo al bando gli spot pubblicitari di natura politica e nello stesso mese anche TikTok ha vietato questo genere di pubblicità. Mossa condivisa e adottata anche da LinkedIn, Pinterest e Twitch.