Zuckerberg: non ripeterà quando accaduto nel 2016, controlli più stringenti sui media che tentano di manipolare l’elettorato americano.

Facebook ha denunciato tentativi di ingerenza da parte di attori esteri, in primo luogo russi, nella campagna per le presidenziali americane nel 2020 e e ha annunciato una stretta contro la disinformazione. Non solo. Menlo Park ha anche dichiarato di aver bloccato decine di account legati a Mosca e Teheran per attività “non autentica” e di aver reso più stringenti i controlli sui media di stato che tentano di manipolare l’elettorato americano.

Maggiori standard di trasparenza

“Imporremo a queste pagine maggiori standard di trasparenza perché loro combinano l’influenza sull’opinione pubblica di un organo di stampa con gli interessi strategici di uno stato” si legge in un post di Facebook. La verità è che le elezioni sono molto cambiate dal 2016 e anche Facebook è cambiata – ha aggiunto – dobbiamo affrontare attacchi sempre più sofisticati da parte di stati-nazione, ma sono fiducioso sul fatto che ora siamo preparati”.

Non si ripeterà

Il CEO ha anche promesso che non si ripeterà quando accaduto nel 2016 quando dati privati degli utenti Facebook sono stati utilizzati anche per influenzare le inclinazioni di voto.

Sotto osservazione

Facebook era tornata nel mirino, recentemente, per la sua decisione di esentare gli spot elettorali dal fact-checking, sollevando l’ira dei candidati democratici alla Casa Bianca Bernie Sanders ed Elizabeth Warren. Il gruppo guidato da Zuckerberg ha assicurato maggior tutela per gli account dei politici candidati e contro il tentativo di sopprimere il voto con informazioni svianti sulla logistica e la tempistica. Facebook ha infine precisato di aver bloccato quattro diversi account, di cui 3 russi e uno iraniano “per comportamento non autentico coordinato” tramite la creazione di un network di account che diffondeva notizie false.